Una semplice domanda, “Chi sono io veramente?” può sembrare innocente, ma è capace di scatenare un mondo di dolore e segreti mai svelati. Per Guzide, questa domanda ha un peso insostenibile, poiché porta alla luce una verità devastante. La figlia che ha amato e cresciuto, Hilum, non è la sua figlia biologica, una rivelazione che distrugge ogni certezza. Non solo la verità le è stata nascosta, ma è stata ingannata da chi le stava più vicino. E mentre Guzide affronta questo tradimento, la sua stessa identità vacilla, come quella di una madre che si trova di fronte a una verità che non avrebbe mai immaginato.
Il dramma si intensifica quando una nuova pista emerge dal passato: Hakan, un detenuto, potrebbe essere il figlio che Guzide ha perduto tanti anni fa. La sua data di nascita e le circostanze del suo arrivo all’orfanotrofio coincidono con quelle del bambino che Guzide ha dato alla luce durante il devastante terremoto. La scoperta di Hakan trasforma la sua ricerca disperata in una speranza concreta, ma la realtà che la attende è tutt’altro che semplice.
Guzide si lancia in un’incessante battaglia per scoprire la verità, affrontando ostacoli burocratici e inganni. Le tracce che potrebbero condurla a suo figlio sono state distrutte, eppure non si arrende. La sua determinazione la porta a un incontro sconvolgente con Hakan in carcere, dove il primo sguardo tra loro è sufficiente per farle capire che potrebbe davvero essere lui. I piccoli dettagli, come il modo in cui Hakan muove le mani, la somiglianza nei suoi occhi, la piega del suo sorriso, sono tutto ciò che Guzide ha bisogno per credere che la verità sia finalmente a portata di mano.
Ma il cammino verso la verità è tortuoso e, anche se l’intuizione di Guzide sembra confermare la sua speranza, l’incertezza regna sovrana. Durante il colloquio con Hakan, la sua vita tormentata e le cicatrici lasciate dall’abbandono emergono, facendo capire a Guzide quanto la sua ricerca sia costata al giovane. Quando finalmente decide di fare un test del DNA, la promessa di un incontro che potrà cambiare per sempre le loro vite si fa sempre più reale.
Ma il destino ha in serbo una nuova prova: Hakan viene coinvolto in una violenta colluttazione in carcere, e le sue condizioni sono gravissime. Guzide riceve una chiamata che la lascia senza fiato: Hakan rischia di morire senza l’intervento chirurgico necessario, ma i costi sono enormi e Guzide deve decidere se rischiare tutto per un uomo che potrebbe essere suo figlio, ma che potrebbe anche non esserlo. Con il cuore in gola e la sua stessa identità messa in discussione, Guzide non esita. Nonostante il rischio, la sua decisione è chiara: “Pago io.”
La sua determinazione a salvare Hakan è la manifestazione di un amore materno che ha atteso per 23 anni, un amore che ora si riversa su un giovane sconosciuto, che potrebbe essere finalmente il figlio che ha sempre cercato. Tra la vita e la morte, tra la speranza e la disperazione, Guzide affronta la sua più grande sfida, unendo il coraggio di una madre alla ricerca di ciò che ha perso.