Un tuono lontano lacera il silenzio della tenuta de La Promessa. La pioggia fine cade sul selciato umido, mentre il rumore degli zoccoli di una carrozza si fa sempre più vicino. Le nuvole, scure e minacciose, avvolgono le torri in un’ombra inquietante. I guardiani, irrigiditi dal freddo e dall’ansia, percepiscono un brivido che corre lungo la schiena. Un nome, sussurrato con reverenza e timore, rimbalza sotto gli archi: Cruz.
Ma la donna che scende dalla carrozza non è la Cruz che tutti ricordano. Il volto è velato, lo sguardo colmo di segreti e di un dolore antico. Il suo ritorno non è accompagnato da abbracci, ma da un turbine di sospetti e paure. In un angolo del cortile, Lorenzo stringe il pugno fino a farsi male, mentre un mormorio di vendetta serpeggia tra i presenti.
Cruz non è tornata per nostalgia: è tornata per regolare conti rimasti aperti, e lo farà a modo suo. Dietro un dipinto, apparentemente innocuo, si nasconde un segreto capace di distruggere vite e alleanze. Una scatola misteriosa, un nome pronunciato con fredda determinazione e un piano studiato da anni: tutto questo sta per venire alla luce.
All’ingresso principale, Alonso attende. Appoggiato al bastone, il suo sguardo oscilla tra gratitudine e diffidenza. Quando Cruz scende dalla carrozza, vestita interamente di nero come una marchesa in lutto, il cortile trattiene il respiro. I suoi occhi, pieni di orgoglio e malinconia, si posano sulla facciata del palazzo che un tempo chiamava casa. Ora però lo osserva con distacco.
Le porte interne si spalancano e appare Manuel. Il suo volto, segnato dal dolore e dalla rabbia, racconta notti insonni e ferite mai rimarginate. Cruz, per un istante, lascia cadere la sua corazza e gli sorride debolmente:
— Figlio mio… — mormora, tendendo la mano.
Ma Manuel rimane immobile, lo sguardo duro.
— Non chiamarmi così. — La voce è un colpo di lama.
Cruz deglutisce.
— So che sei arrabbiato. Non ho fatto quello che dicono. Non avrei mai avuto il coraggio… È di Ann che parliamo.
A quel nome, Manuel chiude gli occhi come se fosse stato trafitto.
— Non dire il suo nome. Dimostrami che non sei stata tu… fino ad allora non sarò mai tuo figlio.
Quelle parole cadono come pietre, e Cruz sente il petto stringersi. Ma non piange. Manuel volta le spalle e se ne va, lasciandola sola nel cortile, sussurrando parole che il vento porta via.
Il ritorno di Cruz è come una scintilla in un pagliaio: ogni suo passo incendia vecchi rancori. La persona che più di tutte la vede come una minaccia è Leocadia, decisa a difendere il potere che ha conquistato in sua assenza. Per lei, Cruz dovrebbe marcire in prigione. Il loro primo confronto nella sala principale è carico di tensione: Cruz ordina che il misterioso dipinto sia appeso in bella vista, quasi fosse un trofeo o un avvertimento.
Leocadia entra, impeccabile, il sorriso tagliente.
— Non ho bisogno di sembrare la padrona, Cruz. Lo sono sempre stata.
— Lo sei sempre stata? — ribatte Cruz, lo sguardo gelido.
Leocadia si avvicina, i tacchi che rimbombano sul marmo.
— Vedremo per quanto ancora. In tua assenza ho conquistato la fiducia di molti, incluso il marchese. Molto presto tutto ciò che era tuo sarà mio.
Cruz le sorride in maniera inquietante.
— A cosa alludi?
— Al fatto che Alonso non sarà mai più solo — sibila Leocadia. — E io sarò il cuore di questo palazzo. Presto, Cruz… sarò io la Marchesa.
Gli sguardi si incrociano come lame, promesse di guerra che nessuna delle due ha intenzione di ritirare. Ma mentre l’aria si riempie di minacce, il dipinto appeso sembra quasi osservare la scena. Un dettaglio nascosto nella tela custodisce un segreto destinato a stravolgere ogni cosa.
E sarà proprio quel segreto a esplodere qualche giorno dopo, quando Manuel, attirato da voci di corridoio, entrerà nella sala vuota e si fermerà davanti al quadro. Gli occhi gli si spalancano: sotto uno strato di vernice, emergono lineamenti familiari… troppo familiari.
Cruz lo raggiunge in silenzio.
— Ora capisci, Manuel.
Lui si volta, confuso e furioso.
— Cosa significa?
Cruz inspira profondamente, la voce tremante ma ferma:
— Significa che non sono tua madre… ma tua sorella.
Il silenzio che segue è assordante. Manuel arretra di un passo, il cuore martellante. Tutte le certezze della sua vita si sgretolano in un istante.
— Stai mentendo… — mormora, ma la voce gli trema.
— No. E quella verità — indica il dipinto — è la ragione per cui tanti hanno voluto farmi tacere.
Le parole di Cruz si conficcano nell’anima di Manuel, che ora non sa più se odiarla o abbracciarla. Il legame di sangue che credeva certo si dissolve, lasciando spazio a una nuova, pericolosa verità.
Intanto, nei corridoi della tenuta, Leocadia sorride tra sé. Crede che questa rivelazione spezzerà definitivamente Cruz, ma sottovaluta la determinazione della donna. Perché Cruz, ora più che mai, ha una ragione per combattere: non solo difendere il suo nome, ma proteggere Manuel dalla rete di inganni che lo circonda.
Ma la domanda rimane: Manuel sarà disposto a crederle… o sarà proprio lui a consegnarla ai suoi nemici?
Una cosa è certa: dopo questa verità, niente sarà più come prima a La Promessa.