Ciao a tutti, oggi vi porto uno spoiler che sconvolgerà molti fan de La Promessa: il vero antagonista della serie non è chi pensate. Non è Cruz, né la baronessa di Grazalema, né Petra. Il vero cattivo, nascosto dietro una maschera di nobiltà e senso del dovere, è proprio lui: Alonso Luján, il marchese senza cuore.
Fin dall’inizio ci è stato presentato come un uomo diviso tra responsabilità e sacrificio. Ma basta scavare appena sotto la superficie per scoprire una verità molto più oscura: Alonso ha sacrificato affetti, legami familiari e perfino i suoi stessi figli in nome del suo unico grande amore… il marchesato. Un titolo, un castello, un’eredità: tutto ciò che conta davvero per lui. Ma a quale prezzo?
Ripercorriamo insieme le tappe della sua discesa morale, e vediamo come Alonso, dietro la sua calma autorità, sia il vero burattinaio della rovina de La Promessa. Tutto comincia con una promessa solenne: sul letto di morte del padre, Alonso giurò di proteggere il fratello Fernando e le sue sorelle. Una promessa che tradì senza remore. Fernando, una figura spesso dimenticata nella narrazione, fu il primo ad essere allontanato e tagliato fuori dalla vita del marchese. Delle sorelle, invece, non abbiamo quasi traccia. È come se per Alonso non fossero mai esistite.
Poi arriva la storia d’amore con la baronessa di Grazalema, il suo primo grande amore. Un legame che sembrava destinato a diventare matrimonio… fino a quando Alonso non scelse di sposare Carmen de Altuna Ypina. Non per amore, ma per convenienza. Era l’unico modo per salvare il marchesato, già in crisi economica. Carmen, con la sua dote, diventò la chiave della sua sopravvivenza sociale. E sì, si innamorò di lei col tempo, ma non cambia il fatto che fu un’unione basata sull’opportunismo.
La morte prematura di Carmen segnò l’inizio della caduta definitiva. Alonso si legò sentimentalmente a Dolores, la cameriera di Carmen, ma quando la baronessa riapparve, lui preferì – ancora una volta – scegliere il denaro: sposò Cruz, figlia del potente barone di Linaia. Bella, ricca e spietata, Cruz divenne la nuova padrona de La Promessa. E con lei, cominciò il vero inferno.
Thomas e Catalina, i figli di Carmen, furono trattati con freddezza e crudeltà. Cruz favorì i suoi figli, Manuel e Leonor, mentre ignorava e umiliava gli altri. E Alonso? Assente. Non fece nulla per proteggerli. Non un gesto, non una parola. Thomas, che avrebbe dovuto essere l’erede, fu formato a forza per diventare marchese, ma senza mai ricevere il sostegno emotivo di cui aveva bisogno. Catalina racconta ancora oggi i maltrattamenti subiti da piccola. Dov’era suo padre? Dov’era Alonso?
Anche come marito, Alonso fallì. Nonostante dicesse di amare Cruz, la tradì con Dolores dopo la morte del marito di lei. Da quella relazione segreta nacque Curro, che oggi conosciamo come tale, ma che in realtà è suo figlio. Un figlio mai riconosciuto. Un figlio relegato in una casetta isolata, lontano da tutto e da tutti, visitato solo di tanto in tanto. Un figlio a cui Alonso ha negato tutto: nome, legittimità, futuro.
E non è finita. Il marchesato, di nuovo in crisi economica, non poteva più essere salvato da un altro matrimonio conveniente. Così Alonso spinse Thomas a cercare una moglie ricca, scaricando su di lui il peso della salvezza della famiglia. Quando Thomas fu assassinato, Manuel diventò l’erede. Un ruolo per cui non era preparato e che non desiderava. Ma Alonso, cieco nel suo culto del dovere, lo costrinse a seguire lo stesso cammino.
Il rapporto con Leonor, poi, è sempre stato inesistente. Lei stessa ha raccontato di sentirsi trascurata, invisibile, come se non fosse mai bastata agli occhi del padre. È forse per questo che ha cercato conforto in Mauro, un uomo che ha rappresentato per lei la figura paterna che Alonso non è mai stato.
E la servitù? Con Cruz a capo della casa, il trattamento del personale è peggiorato. Punizioni, umiliazioni, sfruttamento. Alonso, il marchese, aveva il potere per fermare tutto questo. Ma ha scelto di tacere. Sempre. Per codardia? Per indifferenza? Forse entrambe. Ma il risultato non cambia: Alonso è colpevole. Colpevole per omissione, per silenzio, per la sua costante incapacità di fare la cosa giusta quando davvero conta.
Ecco perché oggi possiamo dire con certezza che Alonso è il vero cattivo de La Promessa. Non un cattivo da melodramma, non un uomo spietato e crudele in modo plateale. Ma un antagonista silenzioso, subdolo, che distrugge con l’indifferenza e il calcolo. Un uomo che ha sacrificato tutto per un titolo. Che ha abbandonato fratelli, sorelle, figli, amori e amici per il prestigio di essere marchese. Un uomo che, dietro la maschera del dovere, nasconde un cuore di ghiaccio.
In conclusione, Alonso non è solo una vittima delle circostanze o un padre in difficoltà. È un uomo che ha fatto delle scelte. Scelte gravi. Scelte egoiste. Scelte che hanno spezzato vite. E ora che La Promessa si avvicina al suo culmine, non possiamo più ignorare il ruolo che ha giocato in ogni tragedia, in ogni perdita, in ogni ferita.
Forse, alla fine, il marchese di Luján non è altro che un relitto del passato. Un simbolo di un’epoca che non esiste più. Un uomo che ha rinunciato a vivere per servire un nome. Ma la verità, quella che nessuno ha il coraggio di dire, è che il vero villain della serie è sempre stato lì. In piedi, in silenzio, al centro del salone de La Promessa. E si chiama Alonso.
