L’estate a La Promessa stava scivolando via con la lentezza sospesa delle giornate cariche di presagi. Pareva che ogni pietra della facciata, ogni tappeto nei corridoi e ogni lampadario delle sale più nobili sapessero che qualcosa, da un momento all’altro, avrebbe scosso l’equilibrio della tenuta. Ma nessuno, nemmeno i più attenti osservatori, poteva prevedere che il cuore di tutto sarebbe stato il ritorno di Martina.
Il suo nome, fino a pochi giorni prima, era solo un sussurro tra i domestici, un’eco incerta nei salotti del piano nobile. Se ne era andata con una scusa elegante ma improbabile: un viaggio per far visita all’amica Matilde. Nessuno aveva osato dubitare, ma tutti avevano colto l’inquietudine che aveva accompagnato quella partenza, coincisa non a caso con l’arrivo di Fosè Juan, un uomo legato a una vecchia ferita di guerra e a un rancore mai sanato.
Curro, più di chiunque altro, aveva conservato il ricordo di un’ultima conversazione con lei, un dettaglio sfuggente — lo sguardo abbassato, una frase interrotta — che ora suonava come un avvertimento non colto. Quando, durante una festa, Martina riapparve accanto ad Angela, con un sorriso controllato e mani leggermente tremanti, il filo tra loro due si tese di nuovo. «Non dire a nessuno che mi hai vista», gli disse con voce urgente. Una richiesta che non spiegava nulla, ma che conteneva il peso di un segreto.
Poi, una mattina, Martina fece il suo ritorno ufficiale alla Promessa. Ma non era sola: al suo fianco c’era Jacobo, presentato come il suo promesso sposo. L’annuncio, già sorprendente di per sé, fu seguito da una rivelazione che fece gelare l’aria: «Mia madre Margarita mi ha lasciato il 25% della tenuta».
Alonso mantenne il contegno, ma l’irrigidimento impercettibile delle spalle tradì lo shock. Manuel, al suo fianco, comprese subito la gravità della cosa: una quota simile significava potere, influenza, e un ingresso diretto di Martina nel gioco di alleanze familiari. Entrambi convennero su un punto: Lorenzo non doveva sapere nulla.
Dietro la facciata di cordialità, le tensioni si moltiplicavano. Cruz, pur accogliendo Jacobo con educazione, era infastidita per non essere stata lei a gestire l’ingresso del nuovo attore nella trama familiare. E non le sfuggì che un quarto della proprietà ora fosse nelle mani di Martina: troppo per non volerlo controllare.
Nel frattempo, altrove nella tenuta, si consumavano addii. Catalina e Pelaio preparavano le valigie per lasciare La Promessa dopo la nascita del loro bambino. Un distacco dolceamaro, accolto da Cruz con un sorriso che nascondeva una soddisfazione strategica: ogni figliastro lontano era un passo in più verso il dominio totale.
In cucina, il personale mormorava per la decisione di escluderlo dalle imminenti nozze di Catalina. Simona cercava di giustificare la scelta come “tradizione”, ma il malumore restava. Anche Maria, dopo un incontro con padre Samuel, cominciava a rivedere il proprio giudizio su di lui, scoprendo un lato più umano e caritatevole.
Manuel, intanto, osservava con attenzione Jacobo e Martina. Tra i gesti controllati di lei e la disinvoltura di lui, qualcosa non tornava. Il fidanzamento appariva troppo rapido per essere frutto di un vero colpo di fulmine. Alonso, da parte sua, ascoltava senza scoprire le carte, consapevole che ogni parola poteva diventare un’arma.
Curro non resisteva più al peso delle domande e affrontò Martina nei giardini. Lei, schivando le spiegazioni, ribadì solo l’importanza di mantenere il silenzio su quel loro incontro segreto alla festa. Ma la loro conversazione fu interrotta dall’arrivo di Jacobo, che con un sorriso impeccabile e occhi freddi lasciò intuire che nulla di ciò che accadeva gli sfuggiva.
Fu allora chiaro a tutti: il ritorno di Martina non era un semplice episodio familiare. Dietro c’erano alleanze nascoste, vendette che covavano da tempo e mosse calcolate come in una partita a scacchi. Ogni corridoio della Promessa, ogni sguardo, ogni gesto stava diventando un pezzo di un intrigo più grande.
E mentre il sole calava tingendo d’oro i giardini, Alonso e Manuel si chiusero nello studio. Nessuna parola superflua: Lorenzo non doveva scoprire la verità su quella quota. Nel silenzio della sera, La Promessa tratteneva il respiro, consapevole che con quel «Ho il 25%» Martina aveva appena cambiato il destino di tutti.
